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Paura di internet o di noi stessi?

scritto il 24/05/2011

Vi ho già detto che questo è un paese per vecchi?
Dovrei essere contento perché sono più vicino alla pensione che alla maggiore età e invece sono inquieto.

Le politiche di sviluppo dell'area web sono legate ancora a logiche di controllo e tarpano, anziché liberare, evoluzioni tecnologiche. Il mondo web, ci piaccia o meno, è il terreno del futuro, anche lavorativo, per le nuove generazioni.

Senza addentrarci sul fondo scivoloso delle cospirazioni, vi invito a pensare alla rete come ad un luogo ipotetico nel quale incontrare sia cappuccetto rosso che il lupo, come in ogni luogo, reale o virtuale, nel quale agisca l'essere umano. Quindi la paura di internet è ingiustificata se legata ai suoi contenuti lo è meno se pensiamo che quei contenuti sono sviluppati da esseri umani che hanno obiettivi da esseri umani quindi: nobili, meno nobili, egoistici, malevoli o turpi.

Non era meglio nel medioevo quando per far valere le proprie ragioni ci si imbarcava in guerre distruttive, non era meglio quaranta anni fa quando il conformismo aiutava a non vedere ciò che non volevamo vedere non è meglio oggi quando apparentemente vediamo e sappiamo molto di più di quello che ci serve per vivere.

Le azioni e i sentimenti che muovono la razza umana sono relativamente semplici, generali (in quanto tipici di un'unica razza) e anche abbastanza limitati (nel senso del numero).

Se non dimenticassimo che siamo degli animali, più o meno evoluti, ma sempre animali, sarebbe più facile anche adattarsi ai cambiamenti ed internet è solo uno di questi.

Quindi lo sviluppo inevitabile di internet appartiene ad un logico e naturale sviluppo di uno strumento che, per come fatto, modifica i codici di linguaggio (l'esprimersi con simboli, l'alfabeto, la carta, la penna…). Chi vuole rallentarlo, chi non lo comprende. Chi ne ha paura semplicemente non riesce ad accettare il proprio limite e ha paura solo di se stesso, di abbandonare le poche certezze basate su altri codici di linguaggio che è convinto di avere.

Ogni azione umana che oppone resistenza alla comprensione di qualcosa di nuovo è un'azione potenzialmente pericolosa quindi dovremmo avvicinarci con entusiasmo al mezzo e con distacco dovremmo valutarne i contenuti.

Ultima nota: non ho parlato di internet come luogo della libertà perché non la penso così, semmai internet può essere il luogo della democrazia (nella sua accezione classica applicata al mondo virtuale) laddove i contenuti vengano proposti dai diretti interessati delle vicende vissute spesso drammaticamente. Queste azioni, slegate dalle parole (che venendo da tutto il mondo non hanno un codice di interpretazione comune) e veicolate dalle immagini, da un linguaggio cioè universalmente comprensibile, erodono il potere di caste, oligarchie, enclave…forse quelle stesse che per questo motivo vogliono ostacolare lo sviluppo della rete.

Raffaele Vacca


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